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   ENERGIE RINNOVABILI: FOTOVOLTAICO
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MANUALE INSTALLAZIONE KIT FOTOVOLTAICI

Nell' ambito del progetto PV-PROSPECT, le Agenzie per l'Energia di Roma e Modena si fanno promotrici di un'iniziativa di diffusione dell'utilizzo di KIT Fotovoltaici ovvero di sistemi fotovoltaici completi di tutte le componenti necessarie per il loro corretto funzionamento.

La creazione di un Manuale informatico di installazione di KIT fotovoltaici contribuisce ad una maggiore diffusione della tecnologia tra i progettisti e gli installatori consentendo al contempo una maggiore affidabilità degli impianti a vantaggio degli utenti finali.

 

Indice

Componenti principali di un Kit fotovoltaico
Parallelo di più Kit fotovoltaici
Posizionamento di uno o più Kit
Energia producubile e dimensionamento di massima
L'utilizzo di KIT nella progettazione e l'installazione di impianti fotovoltaici presenta numerosi vantaggi:
1. semplifica la fase progettuale riducendone i costi e la possibilità di errori;
2. semplifica la fase di installazione garantendo una realizzazione degli impianti a regola d'arte;
3. semplifica la procedura di fornitura dei materiali riducendone i costi;
4. offre maggiori garanzie all'utente finale garantendo contemporaneamente i moduli, il gruppo di conversione, la compatibilità di funzionamento tra le varie componenti e una corretta installazione.


Torna all'indice Componenti principali di un Kit Fotovoltaico

Le componenti principali contenute in un kit fotovoltaico sono:

  1. Moduli fotovoltaici.
  2. Cavo elettrico unipolare, a doppio isolamento e resistenti ai raggi ultravioletti per connettere tra loro i moduli a formare delle stringhe e connettere le stringhe alla scatola di giunzione o all'inverter.
  3. Scatola di giunzione che contiene le protezioni lato DC e funge da interfaccia tra le stringhe e l'inverter.
    Le protezioni lato DC sono costituite da diodi di blocco o fusibili (1 per stringa) che impediscono l'inversione di polarità (questi non sono strettamente necessari se le stringhe non sono soggette ad ombreggiamento), varistori e/o scaricatori per la protezione da sovratensioni atmosferiche, da fusibili e sezionati DC o magnetotermici DC per la protezione da sovracorrenti e disconnessione delle stringhe.
    La scatola di giunzione o parte delle protezioni lato DC spesso sono contenute nell'inverter stesso.

  4. Inverter a commutazione forzata con modulazione a larghezza di impulsi (PWM - Pulse With Modulation), in grado di operare in modo completamente automatico e contenente al suo interno uno o più inseguitori del punto di massima potenza del generatore fotovoltaico (MPPT - Maximum Power Point Traker) e il dispositivo di interfaccia di rete (a norma CEI 11-20) contenente le protezioni lato AC (interrompe l'immissione di corrente sia se la tensione o la frequenza della corrente immessa differiscono da quelle di rete oltre i limiti accettati dalla normativa vigente sia se viene isolato il ramo di rete a cui è connesso l'inverter).
  5. Dispositivi di contabilizzazione sia dell'energia prodotta (cumulata) sia le ore totali di funzionamento.
    Questi dispositivi sono il più delle volte contenuti nell'inverter stesso.
  6. Cavo elettrico tetrapolare per la connessione dell'inverter al quadro elettrico generale o di settore.
  7. Struttura di sostegno dei moduli adatta per posizionamento su copertura piana o per posizionamento su tetto a falda (sia in retrofit sia in integrazione).

I moduli, il cavo e la scatola di giunzione formano il Generatore Fotovoltaico ovvero un generatore di corrente continua che in questo caso viene gestito come sistema IT (con nessun polo connesso a terra).
L'inverter con il dispositivo di interfaccia di rete e i dispositivi di contabilizzazione formano il Gruppo di Conversione che converte la corrente continua prodotta dal Generatore Fotovoltaico in corrente alternata con frequenza e tensione pari a quelle della corrente di rete.

Il gruppo di Conversione deve essere connesso a valle del Quadro Generale o del Quadro di Settore contente il magne-termico differenziale per la protezione dell'utenza.
Tra il Gruppo di Conversione e il Quadro Generale o di Settore si consiglia di installare il Quadro di Campo contenente un magneto-termico bipolare (per la disconessione del generatore FV) ed eventualmente le protezioni da sovra-tenzione di rete (varistori e/o scaricatori).
In questa maniera è possibile isolare il generatore fotovoltaico senza interrompere il prelievo dalla rete (tramite l'interruttore magnetotermico nel quadro di campo) oppure isolare l'utenza senza interrompere la consegna dell'energia prodotta dal generatore fotovoltaico (tramite l'interruttore magnetotermico differenziale nel quadro generale o di settore).

Infine, se sull'edificio non è stato installato LPS allora la struttura di sostegno e la cornice dei moduli del Generatore Fotovoltaico non devono essere connessi a terra a meno che non si tratti di impianti staccati dall'edificio stesso e posizionati in una zona isolata. Se viceversa l'edificio è dotato di LPS allora la struttura di sostegno e la cornice dei moduli vanno collegate al nodo di terra del LPS.

Torna all'indice Parallelo di più Kit fotovoltaici

Per ottenere una potenza generata dall'impianto FV maggiore della potenza di ciascun Kit è possibile connettere in parallelo 2 o 3 Kit. In questo caso bisogna tenere conto che la Normativa Vigente impone le seguenti modalità di immissione in rete:
1) per impianti FV con potenza nominale minore o uguale a 5 kWp la connessione dell'impianto alle rete elettrica può essere sia di tipo Monofase che di tipo Trifase.
2) per impianti FV con potenza nominale maggiore di 5 kWp la connessione dell'impianto alle rete elettrica deve essere esclusivamente di tipo Trifase.

Inoltre, sebbene ciò non sia esplicitamente imposto dalla Normativa, per il collegamento in rete di sistemi fotovoltaici con più inverter, l'Enel prescrive l'installazione di un ulteriore quadro di interfaccia di rete omologato CEI 11.20 (in aggiunta alle protezioni già contenute nei singoli inverter).
La funzione di questo quadro è quella di eseguire il monitoraggio della tensione e della frequenza di rete e di operare l'apertura del dispositivo di interfaccia (contattore) qualora si manifestino condizioni anomale rispetto a quelle fissate dalle Norme.
Per gli impianti in monofase (parallelo di 2 Kit) nel quadro di interfaccia è previsto l'impiego di un solo circuito che determina l'apertura di un contattore bipolare.
Per gli impianti in trifase (parallelo di 3 Kit), l'interfaccia è costituita da tre circuiti distinti collegati ognuno tra una fase e il neutro, in modo completamente indipendente; l'intervento di uno dei tre circuiti determina l'apertura di un contatto ausiliario che a sua volta causa l'apertura di un relè, sconnettendo l'impianto dalla rete.
Nel momento in cui si ripristinino le condizioni normali di funzionamento, il circuito dopo aver atteso un tempo prefissato, determina la richiusura del dispositivo e permette l'automatico riavviamento degli inverter.

Nota Bene
Normalmente il Voltaggio standard di fornitura dell'energia elettrica è 230 Volt/monofase - 400 Volt/ trifase, tuttavia esiste ancora la possibilità che in determinate località si verifichi una fornitura del tipo 127 Volt/monofase -220 Volt/trifase.
Quindi mentre nel primo caso per realizzare un impianto FV in trifase bisognerà connettere tre inverter a "Stella", nel secondo caso la connessione dovrà essere eseguita a "Delta" (tale peculiarità dovrà essere specificata al rivenditore, al momento dell'acquisto del quadro di interfaccia di rete).

Attenzione, la fornitura a 220 Volt/trifase viene normalmente utilizzata all'interno delle mura Aureliana nella Città di Roma.

Torna all'indice Posizionamento di uno o più kit

L'energia elettrica producibile in un anno da un impianto Fotovoltaico è direttamente proporzionale alla radiazione solare annualmente incidente sull'impianto. Quindi l'orientamento e l'inclinazione ottimali dei moduli devono essere tali da massimizzare tale radiazione:
1) l
'orientamento ottimale è il Sud;
2) l'inclinazione ottimale è invece dipendente dalla latitudine delle località in cui l'impianto viene installato, tuttavia in media in Italia si può assumere pari a 30°
.

Il FATTORE DI TRASPOSIZIONE è il rapporto tra l'energia solare incidente annualmente su di un piano differentemente orientato e inclinato e quella incidente sul piano orizzontale.

 

Poiché la Città di Roma riproduce discretamente la situazione media italiana, la figura qui riportata ci mostra l'andamento del Fattore di Trasposizione in funzione dell'orientamento (angolo azzimiate) e dell' inclinazione (angolo di tilt) dei moduli.
Tale figura ci aiuta a stimare la perdita di energia che si deve mettere in conto qualora l'orientamento e l'inclinazione dei moduli differiscano da quelli ottimali (FT=1,12).

Vediamo che se l'orientamento e l'inclinazione dell'impianto rimangono all'interno della prima linea tratteggiata si ottiene una perdita di energia prodotta inferiore a 5%.

Nel posizionamento dei Kit fotovoltaici, infine risulta fondamentale tenere conto dei possibili ombreggiamenti sull'impianto che si possono verificare durante il periodo dell'anno. I generatori fotovoltaici, infatti, sono estremamente sensibili a questo fenomeno: l'ombreggiamento anche solo di una piccola parte dell'impianto può ridurne drasticamente la produzione.
Purtroppo la stima degli effetti dell'ombreggiamento sulla produzione energetica annuale di generatori fotovoltaici è estremamente complicato e può essere effettuato solo con l'ausilio di software specialistici. Occorre quindi, in fase di progetto o installazione, posizionare l'impianto in maniera che questo non sia soggetto ad ombreggiamenti (soprattutto nel periodo primaverile ed estivo quando la produzione è massima), anche a costo di dover rinunciare all'orientamento o l'inclinazione ottimali.

Quando tuttavia si ha a disposizione una superficie piana e ci si trova a dover posizionare i moduli su diverse file, l'auto-ombreggiamento di una fila sulla fila successiva non è in alcun modo evitabile. In questo caso si dovrà ottimizzare la distanza tra le file in maniera che gli effetti dell'auto-ombreggiamento sulla produzione energetica annuale siano minimi.

Inserendo nella formula riportata qui sopra i valori relativi alla lunghezza dei moduli FV (L), dell'angolo di orientamento rispetto al Sud delle file (angolo di azimut g), dell'angolo di inclinazione dei moduli (angolo di tilt b ) e dell'altezza solare critica (a = 20°), si ottiene la distanza ottimale tra le file (D). In questo modo si assicura la completa assenza di ombreggiamento quando il sole si trova ad altezza solare maggiore 20° sull'orizzonte, e le perdite di energia sono molto limitate.
In pratica se ci si trova a dover installare su di una superficie piana un impianto fotovoltaico con i moduli disposti su più file orientate a Sud e inclinate a 30° allora la distanza ottimale tra la base di una fila e quella della fila successiva sarà:
D =(0,86+1,37) L = (9/4) L.
In questo caso, quindi, sarà possibile installare una superficie captante non maggiore del 45% della superficie piana disponibile.
La figura qui accanto riassume quanto detto fino ora, mostrando i Coefficienti di Utilizzazione della Superfici (CUS) e i Coefficienti di Captazione Solare (CCS) per diverse tipologie di installazione rivolte a SUD.

Torna all'indice Stima dell'energia producibile e dimensionamento di massima

L'energia elettrica producibile annualmente da un impianto fotovoltaico di potenza nominale unitaria viene detto: indice di produzione (Final Yield) e dipende dai seguenti fattori:

  • L'Energia Solare media annua incidente su di un metro quadro di superficie orizzontale nella località dove si desidera installare il kit: H0 (kW/mq/anno). Per le principali Città italiane il valore di H0 è riportato nella Norma UNI 10349.
  • Il Fattore di Trasposizione che tiene conto dell'orientamento (g), dell'inclinazione (b): FT(g,b).
    Sebbene questo fattore dipenda anche dalla latitudine, per l'Italia possiamo assumere come suo valore medio quello relativo alla città di Roma sopra riportato.
  • Il Perfomance Ratio, cioè l'efficienza complessiva di tutti i dispositivi necessari al funzionamento dell'impianto (moduli FV esclusi) in condizioni reali di funzionamento: PR. Di questa grandezza si può dare una stima inferiore pari al 75%, (limite di efficienza fissato dai bandi pubblici di finanziamento )

Quindi fissata la locità, l'inclinazione e l'orientamento e ipotizzato un PR medio annuo, una stima orientativa dell'Indice di Produzione (Yf) si otterrà facilmente come segue:

Yf = PR * FT(g,b) * H0 (kWh/kWp/anno)

Se il Kit non è soggetto ad ombreggiamento, allora l'energia producibile dall'impianto in un anno non sarà altro che l'indice di produzione moltiplicato la potenza nominale del Kit:

Efv = Pn* Yf (kWh/anno)

Per esempio un kit da 1 kWp di potenza nominale, installato a Roma, orientato a Sud e inclinato a 30° produce in un anno un energia: Efv = 1* Yf = 0,75* 1,12*1.612 = 1.354 kWh/anno

Se l'impianto è soggetto ad ombreggiamento allora il valore precedentemente trovato dovrà essere moltiplicato per un fattore (fattore di soleggiamento) che tenga conto dell'influenza delle ombre sulla l'energia incidente. Purtroppo per calcolare tale fattore bisogna ricorrere a software specifici di calcolo.

Gli impianti fotovoltaici connessi in rete consentono all'utente di assorbire potenza elettrica dalla rete, qualora la potenza prodotta dal fotovoltaico non sia sufficiente. Per questo tipo di impianti, infatti, il dimensionamento non si esegue a partire dalla potenza di contratto (P) e da quella nominale dell'impianto FV (Pn), bensì a partire dai reali consumi elettrici annuali (Econs) e dall'Indice di Produzione (Yf) . Una volta installato l'impianto, la normativa vigente (delibera n° 224/00 dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas) obbliga la Societa Distributrice di Energia Elettrica a stipulare con l'utente un "Contratto di Servizio di Scambio", che prevede l'installazione di due contatori, uno per l'energia prodotta dall'impianto e ceduta alla rete (Efv) e uno per l'energia prelevata dalla rete (Econs). Annualmente la Societa Distributrice di Energia Elettrica dovrà eseguire un conguaglio e l'utente pagherà solamente la differenza tra energia ceduta e energia prelevata (Econs - Efv).
E' invece importante dimensionare l'impianto in maniera da non immettere in rete più energia di quella che annualmente viene prelevata, perchè l'eventuale esubero di energia ceduto alla rete non verrà in alcun modo remunerato dalla Societa Distributrice.

Quindi calcolati i consumi medi annuali di energia elettrica (Econs) a partire dalle bollette (si consiglia di mediare su gli ultimi tre anni), la massima potenza nominale del Kit da installare in maniera che la produzione annua non superi il fabbisogno si ottiene facilmente come segue:

Pn = Econs / Yf (kWp)

Per esempio se si vuole installare un impianto a Roma, e si ha la prossibilità di orientarlo a Sud e inclinarlo a 30°, poichè il consumo elettrico medio di una famiglia si aggira intorno ai 3.000 kWh/anno, la potenza massima del kit sarà:
Pn = 3.000/1.354 = 2,2 kWp. Quindi si consiglia di installare un Kit di potenza compresa tra 1 e 2 kWp.
Al contrario se avessimo dimensionato il Kit in base alla potenza di contratto (3 kW) allora il nostro impianto avrebbe prodotto in un anno: Efv = 3*1.354 = 4.000 kWh/anno con il risultato di regalare 1000 kWh l'anno alla Societa Distributrice.

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