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Riserve fossili limitate e crisi energetica |
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Circa l'80% dell'energia primaria utilizzata nel mondo proviene
dai combustibili fossili (35% dal petrolio, 21,2% dal gas
e 23,3% dal carbone). Inoltre il petrolio e il gas costituiscono,
da soli, il 60% dei consumi mondiali di energia secondaria.
Tuttavia la disponibilità di queste risorse non è
illimitata:
- La maggior parte dei giacimenti di petrolio è stata
scoperta negli anni 60; l'80% del petrolio che consumiamo
è stato trovato prima del 1973 e attualmente viene
scoperto un barile di petrolio su quattro che vengono consumati.
- Stiamo raggiungendo la massima velocità di estrazione
del petrolio del gas naturale. Gli esperti prevedono che
il picco di estrazione del petrolio verrà raggiunto
intorno al 2005-2010 e quello del gas intorno al 2020 (vedi
grafico in basso).
- La produzione di petrolio da un dato giacimento diviene
progressivamente più difficoltosa (e costosa) via
via che si estraggono porzioni crescenti della riserva recuperabile.
- All'attuale tasso di crescita dei consumi (circa il 2%
l'anno) le riserve mondiali di petrolio si esauriranno in
circa 30 anni.
Bisogna far notare che quando il picco di estrazione sarà
raggiunto la domanda di combustibile liquido sarà permanentemente
superiore all'offerta facendo precipitare l'intero nostro
sistema economico in una crisi energetica strutturale, difficilmente
superabile a breve termine.
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Fornitura di energa primaria (sopra) e
consumi di energia secondaria per usi finali (sotto) del mondo
divisi per fonti.

Fonte: IEA - Key World Energy Statistics
2003
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Andamento
della produzione di petrolio dal 1930 ai nostri giorni
e previsione del possibile andamento futuro (ASPO, 2004).
In questo scenario, il picco nella produzione dovrebbe
essere raggiunto nei prossimi anni e sarà seguito
da un progressivo declino nei volumi prodotti. Nella legenda,
i termini Heavy, Deepwater, Polar e NGL corrispondono
a tipologie di petrolio non-convenzionale (la cui estrazione
è molto pi difficile e costosa).
Si noti che , attualmente solo i paesi medio orintali
possono incrementare la loro velocità di estrazione. |
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Riserve
fossili
e guerre per l'energia |
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I paesi "Sviluppati" (Organization of Economic
Cooperation and Development - OECD) pur avendo solo il
19% della popolazione mondiale consumano piu' del 50% dell'energia
mondiale. Infatti il consumo procapite dei paesi OECD è
circa tre volte maggiore del consumo procapite medio mondiale.
Ironia della sorte vuole che i paesi più energivori
sono da annoverare tra quelli che dispongono di riserve più
limitate. Quasi il 70% delle attuali riserve di petrolio si
trova in Medio Oriente, mentre piu' del 75% delle riserve
di gas naturale si trova diviso tra i paesi medio orientali
e i paesi dell'Ex Unione Sovietica.
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Consumi di energia secondaria per usi finali
(sotto) del mondo divisi per regione.

Fonte: IEA - Key World Energy Statistics
2003
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| Distribuzione
mondiali delle riserve di gas e di Petrolio (Oil and gas
Journal BP Statistical reiv ew of World Energy,
1998). |
Questa circostanza è vissuta dai paesi ricchi, e specialmente
dagli Stati Uniti, come una minaccia per la continuità
dell'approvvigionamento energetico.
In questo quadro le nazioni sono già in gara per l'accaparramento
delle ultime riserve, e purtroppo sempre più spesso la
guerra costituisce lo strumento privilegiato di questa strategia.
Nell'imminente futuro, la potenza economica e politica di una
nazione dipenderà non solo dall'accesso sicuro alle risorse
(controllo dei giacimenti petroliferi e degli oleodotti), ma
anche dalla supremazia nella competizione per le scorte disponibili.
Le ultime due guerre in Medio Oriente si spiegano non soltanto
a causa dell'impellente necessità interna degli Stati
Uniti di assicurarsi la gestione delle vie afgane del petrolio
e del gas e le consistenti riserve petrolifere irachene (ragioni
che da sole non sarebbero sufficienti a giustificare gli alti
costi della guerra unilaterale), ma sulla base di più
profonde motivazioni strategiche legate al controllo esclusivo
delle ultime risorse fossili a basso costo. |
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Cambiamenti climatici |
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Le fonti energetiche fossili derivano da un lentissimo processo
di degrado del materiale organico (circa 100 milioni di anni),
mentre vengono utilizzate ad un ritmo estremamente più
veloce (in 150 anni si sono consumate circa la metà
delle risorse disponibili). La combustione a fini di produzione
energetica di tali risorse comporta l'emissione di grandi
quantità di anidride carbonica (CO2) che sta provocando
un effetto serra aggiuntivo a quello naturale e un conseguente
aumento di temperatura.
Questo riscaldamento globale della bassa atmosfera e della
superficie terrestre ha come conseguenza un cambiamento del
clima, dalla cui entità e velocità dipenderanno
gli effetti sugli ecosistemi terrestri ed acquatici, sulla
salute umana e sui sistemi socioeconomici.
L'IPCC (Commissione Intergovernativa sul Cambiamento Climatico),
è una Commissione di scienziati di tutto il mondo creata
dall'ONU nel 1988 per studiare i cambiamenti climatici.
Le previsioni dell'IPCC per il XXI secolo sono:
- Accelerazione del ciclo dell'acqua nell'atmosfera e nel
suolo, con conseguente aumento globale delle precipitazioni
atmosferiche (con distribuzione non uniforme sulla superficie
terrestre);
- Aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi
(siccità, alluvioni e tempeste);
- Aumento del livello del mare (per effetto dell'espansione
termica degli oceani e dello scioglimento dei ghiacciai),
con la conseguenza che alcune zone verrebbero permanentemente
sommerse e le inondazioni diventerebbero più frequenti;
- Aumento del rischio di desertificazione di alcune zone (aride,
deserti tropicali e subtropicali)Il conseguente cambiamento
delle fasce climatiche e vegetazionali si verificherebbe ad
una velocità superiore alla capacità di adattamento
della vegetazione, con la conseguente destabilizzazione su
larga scala e forse il collasso di molti ecosistemi naturali.
L'acqua diventerebbe un bene ancora più raro e in tutto
il mondo si correrebbe il rischi di raccolti scarsi o pessimi.
La scarsità di alimenti e la fame aumenterebbero, si
avrebbero ondate di profughi e confitti per la divisione delle
terre.
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<<Una caratteristica
importante della CO2 è la sua capacità di assorbire
la radiazione infrarossa. Questo significa che l'anidride
carbonica presente nell'atmosfera contribuisce a trattenere
il calore che la Terra irradia verso lo spazio interplanetario.
In un certo senso possiamo dire che essa si comporta "come
una coperta". Questo fenomeno è sempre stato presente
nei millenni, in quanto una certa quantità di CO2 è
naturalmente presente nell'atmosfera; esso prende il nome
di effetto serra. Il fatto è che, come abbiamo accennato,
l'anidride carbonica che oggi viene emessa a seguito della
combustione va ad accumularsi nell'atmosfera e a sommarsi
a quella che vi si trova naturalmente: è come se
ogni anno che passa aggiungessimo un'altra coperta!>>
(Franco Marenco)

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| Sulla base di queste
previsioni, l'IPCC prescrive una riduzione del 60%-80% delle
emissioni al 2100 per la stabilizzazione della concentrazione
dei gas serra al valore del 1990 e il CONTENIMENTO DEI CAMBIAMENTI
CLIMATICI IN ATTO. |
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Protocollo di Kyoto |
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Nel 1979 a Ginevra viene firmata la convenzione sull'inquinamento
atmosferico regionale o transfrontaliero, varata per affrontare
i problemi legati all'acidificazione , eutrofizzazione e smog fotochimico.
Nel 1987 viene adottato da oltre 160 paesi il Protocollo di Montreal
che impegna i paesi firmatari ad eliminare gradualmente l'utilizzo
e la produzione delle sostanze che riducono lo strato di Ozono stastosferico.
Nel 1991 inizia la campagna dell'ICLEI (Consiglio Internazionale
per le Iniziative Ambientali Locali): "Citta per la protezione
del clima", mirata a promuovere Piani d'Azione locali che portino
le città aderenti alla campagna ad una progressiva riduzione
delle emissioni di gas serra clima-alteranti.
Nel 1992 a Rio del Janeiro si è tenuta la Conferenza Mondiale
sull'Ambiente e lo Sviluppo. In quell'occasione è stata approvata
la "Dichiarazione di Rio sull'Ambiente e lo Sviluppo"e
l'Agenda 21, sono state firmate le Convenzioni sui Cambiamenti Climatici
e la Biodiversità, e si sono gettate le premesse per la Convenzione
contro la Desertificazione.
Infine, nel Dicembre 1997 è stato concordato il Protocollo
di Kyoto (dal nome della città giapponese dove il testo è
stato sottoscritto) che impegna i paesi industrializzati e quelli
in economia di transizione (Est Europa), responsabili di oltre il
70% delle emissioni mondiali di gas serra, a ridurre entro il 2012
le emissioni del 5,2% rispetto ai valori del 1990, con percentuali
diversificate per paese: per l'Italia la riduzione deve essere del
6,5%.
Il Protocollo indica inoltre le politiche e le misure che i paesi
firmatari dovranno adottare per la riduzione delle emissioni.
Il 16 Febbraio 2005 entra in vigore
il Protocollo di Kyoto.
Nonostante questo trattato internazionale sia entrato in vigore
con sei anni di ritardo rispetto al previsto, molti Paesi industrializzati
hanno già adottato le linee guida indicate dal testo
per la riduzione delle emissioni.
L'Italia ha adottato le "Linee Guida per le politiche e
le misure nazionali di riduzione delle emissioni dei gas serra"
con Delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione
Energetica) del 19.11.1998, ha redatto il "Libro Bianco
per la valorizzazione energetica delle fonti rinnovabili"
nel 1998 e ratificato il Protocollo di Kyoto a giugno del 2002.
Nonostante questo l'Italia non ha modificato il suo "trend"
di crescita delle emissioni e si trova oggi a doverle ridurre
di circa il 12% rispetto al livetto attuale, per ottemperare
agli impegni di Kyoto |
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Scarica il procollo
di Kyoto versione PDF in italiano. |
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Come e perché la sostenibilità energetica |
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L'unica possibilità di una soluzione pacifica e democratica
alla crisi energetica globale e per mitigare i cambiamenti climatici
in atto sia da un lato promuovere la cooperazione tra le nazioni,
il risparmio e la condivisione delle risorse fossili residue, dall'altro
intraprendere un percorso verso un sistema economico realmente equo
e sostenibile.
Attualmente in Italia per raggiungere questo regime di sostenibilità
energetica sono percorribili solo due strade:
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- Il risparmio energetico e la stabilizzazione dei consumi,
poiché non è possibile soddisfare una domanda
sempre crescente di energia in un sistema finito come la terra.
Solo in questo modo si può ottenere una diminuzione
della domanda di energia primaria che attualmente è
soddisfatta con il ricorso ai combustibili fossili.
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| - L'adozione di
sistemi di generazione energetica da fonti rinnovabili,
ovvero le fonti di energia che si ricostituiscono in un tempo
paragonabile con il tempo del loro consumo. Tutte le fonti rinnovabili,
che derivano in gran parte dall'energia solare, non comportano
un incremento di gas serra. |
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In particolare, negli usi domestici, ogni singolo cittadino,
dopo aver ridotto i suoi consumi, può soddisfare il
proprio fabbisogno energetico mediante l'utilizzo di fonti
rinnovabili:
FOTOVOLTAICO IN RETE per la produzione di energia elettrica
SOLARE TERMICO per il riscaldamento degli ambienti e la produzione
di acqua calda sanitaria (a.c.s.)
BIOMASSE per il riscaldamento degli ambienti
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Una famiglia
di 3 persone a Roma orientativamente consuma annualmente:
3.000 kWh elettrici, 6.000 kWh termici per il riscaldamento
degli ambienti e 3.000 kWh termici per il riscaldamento dell'a.c.s.
La stessa famiglia, utilizzando elettrodomestici
a basso consumo e dispositivi per il risparmio dell'acqua,
con una buona coibentazione dell'appartamento, potrebbe consumare
annualmente:
1.500 kWh elettrici, 3.500 kWh termici per il riscaldamento
degli ambienti e 2.000 kWh termici per il riscaldamento dell'a.c.s.
Con l'istallazione di 1 kW fotovoltaici
e 4 mq di collettori solari, la stessa famiglia potrebbe coprire
il 90% del fabbisogno di energia elettrica e il 50% del fabbisogno
di energia termica per il riscaldamento degli ambienti e dell'acqua
sanitari, evitando di immettere in atmosfera circa 2,5 tonnellate
di Anidride Carbonica.
Affinché tale quantità di CO2 possa essere assorbita
annualmente dalla vegetazione sarebbe necessario piantare
per ogni famiglia circa 300 alberi.
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Cosa si muove a livello locale
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L'Unione Europea, per promuovere la sostenibilità energetica,
ha finanziato la creazione di agenzie regionali, provinciali e comunali
finalizzate alla promozione, presso gli enti locali, di sistemi
ad alta efficienza energetica e di tecnologie alimentate da fonti
rinnovabili. In Italia le Agenzie per l'Energia sono più
di 40.
Inoltre, il Comune di Roma ha aderito sia all'Agenda 21 sia alla
campagna dell'ICLEI: "Citta per la protezione del clima"
e sta provvedendo a stilare il Piano d'Azione per la riduzione delle
emmissioni dei gas serra.
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